Il Palio delle Contrade di Castel del Piano

Racconti di una Contradaiola

In questo racconto Samantha ci trasmette tutta la sua passione per questa tradizione che lega e divide il borgo di Castel del Piano agli inizi di Settembre: il Palio delle Contrate. Si parte dai giorni antecedenti la Festa della Madonna delle Grazie e, attraverso dettagli e stati d’animo, Samantha ci accompagna fino all’arrivo del primo cavallo al traguardo.

Un racconto fatto di tensione, di convivialità, di comunità e appartenenza che ci coinvolge e ci fa essere, quasi, parte di questa grande tradizione che ogni “ciolo” – si chiamano così gli abitanti di Castel del Piano – porta dentro di sé da sempre.

L’uscita del Cencio

Ogni “ciolo” che si rispetti prima o poi si è dovuto confrontare con l’amara sconfitta o con il giubilo della vittoria.

Il Palio segna la fine dell’Estate di Castel del Piano. Il paese è vestito a festa, le bandiere delle quattro contrade svettano tra i vicoli e trionfano nei viali ed i contradaioli ritrovano un nuovo senso di appartenenza alla propria comunità.

Dalla domenica che precede l’8 Settembre (Festa della Madonna delle Grazie alla quale viene dedicato il Palio), si respira un’atmosfera diversa; ci si raccoglie in massa davanti al Palazzo Comunale, e si attende impazienti l’uscita del “cencio” (come si chiama a Castel del Piano il drappo in premio) del quale si deve notare ogni minimo dettaglio che potrebbe essere di buon auspicio per la propria contrada o per la nemica.

Da quel momento “è Palio”.

E non importa  quanto grande tu sia o quanto tempo tu abbia vissuto lontano dal paese, in contrada ci si “ritrova”, si condivide l’attesa, si ricordano i vecchi tempi e si cena in allegria aspettando insieme il fatidico 8 Settembre per vedere lo steccato montato, la piazza interrata, il palchetto del mossiere già pronto.

L’Assegnazione

Il 6 di Settembre è la giornata di maggior phatos, il giorno dell’assegnazione: i cavalli ritenuti idonei vengono scelti dai quattro capitani che si riuniscono in Comune dopo le batterie di selezione.

Sono quattro bambini a dover estrarre i bossoli con i nomi dei cavalli e della contrada assegnata dopo vari incoraggiamenti e abbracci dal popolo della contrada. Ognuno di loro spera di poter sorteggiare il nome giusto per far trionfare la propria bandiera.

Da questo momento si palesano tutte le strategie, a seconda del barbero capitato in sorte.

Il Giorno Prima

In un soffio è già il 7, il giorno della prova in Piazza, della cena propiziatoria, del discorso del capitano e del fantino da ascoltare in religioso silenzio. Si brinda fino a notte fonda, con il sonno che tarda ad arrivare con tante speranze e con quel friccicorio nel petto tipico dei bambini il giorno prima della gita.

Il giorno tanto atteso: l’8 Settembre

E finalmente è l’8.

Tutti rigorosamente eleganti andiamo prima alla Messa e poi ad aspettare l’uscita del corteo storico davanti al Comune; tutti con gli occhiali da sole per coprire i bagordi delle nottate precedenti e tutti divisi in gruppetti per parlare di monte dell’ultimo minuto e cambi di strategia.

Rullano i tamburi, il portone si apre, il cuore batte forte, il petto si riempie di orgoglio per la propria contrada che sarà sempre la più bella della sfilata e i gli sbandieratori saranno comunque i più bravi. Poi di corsa alla benedizione del cavallo e del fantino, e alle parole “Va e torna vincitore” del Celebrante: ogni volta un sussulto perché si sa, siamo un popolo di scaramantici e il sentire quelle parole mette a fuoco l’obiettivo della giornata.

Pranzo fugace, spesso in contrada o in famiglia e l’attesa. Fino alle 16.00 non si va.

Quel giorno si può stare solo lì, alla stalla, circondati dai propri “simili” in religioso silenzio ad attendere il momento.

Ecco. Il cavallo è pronto.

Il fantino è vestito ed ha il nerbo in mano (tèndine di bue essiccato consegnato ai fantini per aizzare il cavallo e distrarre gli avversari).

Il capitano lo abbraccia, gli sussurra qualcosa all’orecchio e si parte.

Si cammina fino alla piazza, in un corteo silenzioso, interrotto solo dai canti liberatori.

E siamo in Piazza.

Si salutano cavallo e fantino con dei grandi applausi e si corre a prendere posizione. Da lì a poco si saprà se la sorte è stata nostra amica.

La Mossa

Ecco i quattro cavalli giungere alla mossa, i fantini con i quattro colori e il loro portamento sicuro lottano per l’obiettivo; mosse lunghe, mosse immediate, dialoghi inaspettati, fa tutto parte del pacchetto Palio.

La Partenza

E poi i quattro giri, che non si riescono a guardare tanta è l’emozione. Le voci di sottofondo “ma chi è primo? Chi è passato alla gattina? Chi è caduto?”.

Due minuti al cardiopalma e poi…

Lo scoppio del mortaletto e le urla di gioia di chi ha tanto atteso, sognato e sperato di appendere il cencio in sede.

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Samantha Della Marca

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